Rangers Bologna

Nel 1995 nasce l’Antal Rangers Bologna, una delle squadre storiche del movimento hockeistico nazionale, nasce da una costola della squadra di Reggio Emilia, coloro che hanno portato l’hockey in Italia.

 

I primi anni non portarono buoni risultati, infatti, le prime fasi finali raggiunte furono quelle del 2003/2004 con l’ottavo posto finale e poi grazie alla maturazione del tandem Bortolini-Felicani al quinto posto nel 2006/2007.

 

La stagione più bella fu quella del 2008/2009 con una formazione bellissima, in porta Sensoli, in difesa Cimmarusti e Vandelli, in attacco Liccardo e Bortolini con, in panchina, come sesto uomo Felicani.

Dopo una grande regular season senza sconfitte battono gli Sharks nei quarti, ma poi sono battuti in semifinale, dall’Albalonga ai supplementari in una delle partite più belle della storia, alla fine fu solo un terzo posto finale, con tanti rimpianti.

 

Ci riprovarono nel 2010, questa volta con una marcia trionfale di dieci vittorie arrivano alla finale contro gli Skorpions che però con esperienza portarono a casa la vittoria.

2011 dopo un testa a testa nella fase a gironi con i Thunder Roma, si piazzarono al secondo posto, in semifinale fermarono l’imbattibilità di CINQUANTA partite senza sconfitte degli Skorpions, ma in finale nuovamente i Thunder distrussero l’ennesimo sogno.

 

Dopo quell’anno le aquile Bolognesi non arrivarono più in finale, in questa stagione hanno deciso di dar spazio alle nuove leve e ripartire da capo per tornare presto sul podio di Lignano.

Auguriamo ai Bolognesi di coronare il loro nuovo sogno.

Marco Ferrazza

Oggi vogliamo raccontarvi la storia di un ragazzo che è ormai, nonostante la sua giovane età, un veterano di questo sport, infatti, è in pianta stabile dal 2007 nella nazionale italiana.

Un ragazzo che non si arrende mai e che è sempre desideroso di apprendere nuovi dettami tecnico-tattici per poterli applicare in campo signori e signore…

MARCO FERRAZZA!!!

 

Come hai conosciuto questo sport?

 

All’età di circa 8 anni, nel 2001, espressi a mia madre il desiderio di praticare uno sport proprio come vedevo fare ai miei coetanei; lei, tramite la U.I.L.D.M., venne a conoscenza del fantastico mondo del wheelchair hockey ed entrammo in contatto con la squadra dei Thunder Roma. Mi innamorai subito di questo gioco e con tutta la passione di un ragazzino mi ci buttai a capofitto.​

 

Prima partita giocata con annesse emozioni?

 

Non ricordo con esattezza il mio esordio perché nei primi anni giocavo per lo più spezzoni di partite o amichevoli ma il primo ricordo nitido che ho risale ad un’amichevole con le Aquile di Palermo, sempre nel 2001, in cui tirai un rigore che si fermò sul palo…

Devo dire che la mia vera “carriera” cominciò alle finali del campionato 2005/2006 dove in semifinale i miei allenatori dell’epoca Sergio De Franceschi (anche attuale allenatore) e Fabrizio De Santis, dopo avermi convinto a giocare nel ruolo del T-Stick, mi lanciarono nella formazione titolare. In quelle finali riuscimmo a conquistare il primo storico scudetto dei Thunder Roma ai rigori in finale contro il Dream Team Milano.

 

Partita più bella?

 

Forse dovrei dire proprio quella finale ai rigori contro il Dream Team ma la partita che ha lasciato un segno ancora più forte è stata un’altra: la finale scudetto contro i Coco Loco Padova del 2013 in cui a 5 minuti dalla fine eravamo sotto di ben due gol; siamo riusciti a riacciuffare il pareggio a 30 secondi dalla fine portando la partita ai tempi supplementari in cui ci siamo imposti col risultato di 7 a 5. Negli ultimi minuti di quei tempi supplementari dovetti affrontare uno dei tiri più difficili della mia “carriera” nonostante l’apparente semplicità del gesto tecnico: mi trovai in contropiede e la porta era sguarnita a causa degli ultimi tentativi di pressing sfrenato dei padovani ma, nonostante tutto, l’importanza di quel momento rese il tiro davvero difficile…

 

Trofei vinti?

 

4 Campionati Italiani (2005/06 - 2010/11 - 2011/12 - 2012/13); 1 Coppa Italia F.I.W.H. (2009/10); 1 Supercoppa Italiana (2011)

 

Con la nazionale: 3° posto agli Europei in Belgio del 2008; 4° posto al Mondiale in Italia del 2010; 1° posto al 4-Nations Tournament in Svizzera del 2011; 5° posto agli Europei in Finlandia del 2012; 7° posto al Mondiale di Monaco del 2014; 2° posto al 6-Nazioni FIWH UILDM del 2016; 2° posto agli Europei in Olanda del 2016.

 

Raccontaci la prima convocazione in nazionale?

 

La prima convocazione arrivò nel gennaio 2007 sotto la guida tecnica dell’allora CT Luca Maino. Avevo poco più di 13 anni e per me fu un’emozione unica confrontarmi ed allenarmi con i mostri sacri del nostro sport. Nel mio percorso di crescita la nazionale è stata fondamentale perché mi ha permesso di conoscere modalità d’allenamento e insegnamenti tecnico-tattici che esulavano dal mio naturale ambito rappresentato dai Thunder Roma.

 

Cosa ti fa sentire poter vestire la maglia della nazionale?

 

La maglia della nazionale deve essere motivo d’orgoglio e fonte di grandi responsabilità per tutto il movimento e le centinaia di atleti che rappresentiamo quando la indossiamo. Quello che cercò di trasmettere ai ragazzi che si apprestano a indossare la maglia della nazionale per la prima volta è che la nazionale può essere anche un grosso fardello da sopportare se la si affronta nel modo sbagliato ma che se lo si fa con grande sacrificio e senza risparmiarsi mai può diventare il più grande motivo di vanto.

 

Obiettivi per il futuro?

 

L’obiettivo che ha spinto la mia “carriera” è sempre stato soltanto uno: vincere il più possibile. Per questa ragione spero con i miei compagni di riportare lo scudetto il prima possibile sulle maglie gialloblù dei Thunder Roma e quello di raggiungere finalmente il gradino più alto del podio con la maglia azzurra, magari già ai prossimi Mondiali! 

Dream Team Milano

Nel 1993, da un’idea di Annarelli, Delgatto, Gerli, Frattini, Rasconi, Bruno, Rutigliano e Fontana nasce il Dream Team Milano.

È stato scelto questo nome, proprio perché questi ragazzi affetti da distrofia muscolare, avevano un sogno e cioè quello di praticare lo sport e così finalmente potevano realizzarlo.

Nel 1996, prendono parte al primo campionato, dove conseguono subito la vittoria, nell’anno successivo perdono in finale contro i Magic Torino e poi nel 98 rivincono di nuovo lo scudetto.

 

La squadra negli anni a seguire si piazza sempre ai primi posti, ma non riesce a vincere più finché…

Nel 2003, Fontana e Bonifacio, su un aereo diretto a Manchester, per la finale di Champions League tra Milan e Juventus, incontrano un tifoso milanista, Marco Brusati.

Le caratteristiche? Talento, capacità tattica e freddezza sotto porta, beh simile al bomber Milanista Andrey Shevchenko, che oltre alla coppa dalle grandi orecchie gli regalò il sogno di praticare sport.

 

Detto fatto, il Brusa trascinò i suoi alle final eight, lì nei quarti in una partita bellissima affondarono gli All Blacks di Garofano e Callà, in semifinale spazzarono via gli Skorpions Varese e in finale, otto anni dopo i Magic Torino.

Il Brusa quell’anno fu campione all’esordio e capocannoniere della fase a girone.

I Milanesi furono protagonisti anche l’anno dopo, ma il titolo di campione d’Italia andò agli Skorpions e l’anno successivo, dopo una cavalcata di vittorie, in una grandissima battaglia furono battuti ai calci di rigore dai romani dei Thunder.

 

La favola dei Milanesi fu modificata improvvisamente nel 2009, quando il loro ormai affermato campione, fu stroncato da un infarto, il mondo dell’hockey quel giorno pianse il suo uomo più amato.

Da quel giorno i milanesi non furono più gli stessi, ora le nuove speranze sono rivolte nei Ghislotti, nei La Cara, nel mister Ikka, ragazzi che sicuramente tenteranno il tutto, per regalare nuovamente il DREAM al Brusa.

Thunder Roma

Nel 1996, da un’idea di alcuni associati della UILDM ( Unione Italiana Lotta Distrofia Muscolare) sezione romana, tra cui il grande Manrico Zedda, nasce la prima squadra laziale di wheelchair Hockey, i Thunder Roma.

 

Il primo roster era così composto: Argentin, Tronci, Di Saverio, Ruggiero, Franzese, Urso, Zedda. Il risultato ottenuto fu, quarti di Finale persi contro gli Sharks di Monza.

L’anno dopo arrivò l’estro, la fantasia e la voglia dei gemelli Lazzari, che potremmo benissimo paragonare ai gemelli Derrick del celebre manga giapponese “Holly e Benji”.

La storia dei romani in quell’anno cambiò, infatti, riuscendo a battere i Magic Torino approdarono in semifinale, però la gara contro il più quotato Dream Team Milano non andò a buon fine.

 

Nel 2002, grazie ai duri allenamenti del mister Fabrizio De Santis, i Thunder accedono, per la prima volta, alla finale del campionato Italiano, gli avversari di turno sono i Blue Devils di Napoli, i giallo-blu dominano il primo tempo e gran parte del secondo, però poi buttano via la partita e alla fine sono sconfitti per 5-3.

Il team, arrivò secondo anche nella stagione successiva, quella del 2003, perdendo nuovamente contro i fortissimi campani e in quella 2005 contro gli Skorpions Varese.

Finalmente nel 2006, in una stagione perfetta con 9 vittorie e solo 8 gol subiti e battendo in finale ai calci di rigore, il fortissimo Dream Team, i Thunder si laureano campioni d’Italia per la prima volta.

 

La formazione titolare di movimento era composta da quattro ragazzi con problemi neuromuscolari, Lazzari Daniele, Marco Ferrazza, Marco Lazzari e in prestito dai Coco Loco Luca Vittadello.

Nei successivi due anni furono battuti in semifinale, per ben due volte, 4 a 3 contro il team bianco-rosso degli Skorpions Varese.

 

Nel 2011 i Romani scoprirono un nuovo bomber Marco Malcotti che con tenacia, voglia e duro lavoro si fece pian piano largo e riportò i gialloblu sul tetto d’Italia.

La squadra era ormai un treno da corsa e come dice un loro coro macinarono gli avversari e portarono a casa altri due scudetti consecutivi.

Al momento la squadra, ha in bacheca quattro scudetti, però non ha voglia di fermarsi qui e dopo quattro stagioni vuole raggiungere nuovamente la finale e chissà vincerla?

Blue Devils Napoli

Oggi parliamo di una squadra fortissima, che ha dato molto al nostro sport ma che purtroppo nel 2012 ha smesso d’esistere.

Partiamo da capo, siamo nell’anno 1997, la regione è la Campania, il luogo per la precisione Napoli, nascono i Blue Devils.

 

I primi anni furono di ambientamento, perché non si poteva competere con lo strapotere delle compagini nordiche, parliamo del Dream Team Milano e del Magic Torino.

Si non si poteva!!! Finche un giorno non arrivò l’uomo che riscrisse la storia di questo sport.

Tommaso Liccardo, arrivò nel team bianco blu nella stagione 1999/2000 e trascinò i suoi fino alla vittoria, strappando il titolo proprio ai giallo neri lombardi.

 

Nella stagione 2002, si aggiunsero alla squadra anche Perfetto e Ferrara, ora la squadra era fortissima e non deluse le attese e portò a casa lo scudetto battendo in un’epica battaglia i temutissimi Thunder Roma.

I romani, nella successiva stagione, tentarono nuovamente l’impresa, ma i campani erano troppo forti e si riconfermarono al vertice d’Italia.

 

Nei due anni seguenti la squadra non s’iscrisse al campionato a causa di problemi di punteggi.

 

Ritornarono nel 2006, da favoriti, ma furono sconfitti dai loro omonimi di Genova e alla fine si piazzarono al quinto posto, grazie alla vittoria contro i Red Cobra di Palermo.

Dopo quella stagione il fenomeno Tommaso decise di smettere e i Diavoli blu non riuscirono più a ottenere risultati importanti e iniziò il declino fino alla retrocessione in A2, che portò alla fine del sogno.

 

Erano i Blue Devils la squadra che ha portato l’hockey ai piedi del Vesuvio.

 

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